Pilgrims visiting Itsukushima Shrine Miyajima JapanPilgrims visiting Itsukushima ShrineItsukushima Shrine is a Shinto shrine on the island of Itsukushima (popularly known as Miyajima), best known for its "floating" torii gate. It is in the city of Hatsukaichi in Hiroshima Prefecture in Japan. The shrine complex is listed as a UNESCO World Heritage Site, and the Japanese government has designated several buildings and possessions as National Treasures.

The shrine is dedicated to the three daughters of Susano-o no Mikoto, Shinto god of seas and storms, and brother of the sun goddess Amaterasu (tutelary deity of the Imperial Household).

https://en.wikipedia.org/wiki/Itsukushima_Shrine

Mandala

November 01, 2016  •  Leave a Comment

Se si è fortunati, durante un viaggio in Ladakh, può capitare di assistere alla creazione, da parte dei monaci, di un Mandala di sabbia.

Il Mandala (dal Sanscrito cerchio / ciclo) a prima vista sembra una composizione artistica, è disegnato con sabbie colorate ed è molto elaborato, con forme geometriche ripetute, e colpisce gli occhi prima che la mente.

Ma è soprattutto un simbolo spirituale che rappresenta, nel Buddhismo, l'universo, o meglio il processo di formazione dell'universo dal suo centro. Assume anche un forte significato rituale: la sua costruzione rappresenta uno spazio sacro dove è facilitata la meditazione e la concentrazione, e di conseguenza il distacco dal mondo materiale. 

Però lo scopo finale della creazione di un Mandala di sabbia è la sua distruzione. Formato da milioni di granelli di sabbia colorata, necessita di molto tempo per essere completato, ma inesorabilmente verrà distrutto poco dopo la sua ultimazione. Perchè?

La distruzione del Mandala rappresenta il centro della filosofia buddhista: l'impermanenza di tutte le cose. Tutte le cose di questo mondo, non importa quanto siano belle o con che intenzioni vengano fatte, sono per loro natura sempre a rischio di essere spazzate vie in un istante. Ma la forza distruttrice è anche forza che dà la vita, la morte porta sempre con se anche il rinnovamento della vita.  

 


 

Un Mandala nelle prime fasi della sua creazione, da parte dei monaci del monastero di Diskit, in Ladakh:

 

Monks working on mandala in Diskit monastery Ladakh IndiaMonks working on mandala in Diskit monasteryA mandala is a spiritual and ritual symbol in Indian religions, representing the universe. In common use, "mandala" has become a generic term for any diagram, chart or geometric pattern that represents the cosmos metaphysically or symbolically; a microcosm of the universe.

The basic form of most mandalas is a square with four gates containing a circle with a center point. Each gate is in the general shape of a T.

In various spiritual traditions, mandalas may be employed for focusing attention of practitioners and adepts, as a spiritual guidance tool, for establishing a sacred space, and as an aid to meditation and trance induction.

From Wikipedia

Monk working on mandala in Diskit Gompa LadakhMonk working on mandala in Diskit GompaMandala (Sanskrit Maṇḍala, 'circle') is a spiritual and ritual symbol in Indian religions, representing the universe. The basic form of most mandalas is a square with four gates containing a circle with a center point. Each gate is in the general shape of a T. Mandalas often exhibit radial balance. The term appears in the Rigveda as the name of the sections of the work, but is also used in other religions and philosophies, particularly Buddhism.

In various spiritual traditions, mandalas may be employed for focusing attention of practitioners and adepts, as a spiritual guidance tool, for establishing a sacred space, and as an aid to meditation and trance induction.

From Wikipedia

 


Il triciclo di Shinichi

August 06, 2016  •  Leave a Comment

Hiroshima, 6 Agosto 1945. Shinichi Tetsutani (3 anni e 11 mesi) amava andare su questo triciclo. Quella mattina, era in sella davanti alla sua casa, quando, in un lampo improvviso, è stato gravemente ustionato. È morto quella notte. Il padre pensava fosse troppo giovane per essere sepolto in una tomba solitaria lontano da casa, e pensando che potesse ancora giocare con il triciclo, seppellì Shinichi con il triciclo nel cortile di casa.

Nell'estate del 1985, quarant'anni dopo, il padre ha riesumato i resti di Shinichi e li ha trasferiti nella tomba di famiglia.

Questo triciclo e casco, dopo aver dormito per 40 anni nel cortile con Shinichi, sono stati donati al Museo della Pace di Hiroshima.

 

Tricycle and metal helmet of Shinichi Tetsutani HiroshimaJjapanTricycle and metal helmet of Shinichi TetsutaniShinichi tetsutani (then 3 years and 11 months) loved to ride this tricycle. That morning, he was riding in front of his house when, in a sudden flash, he and his tricycle were badly burned. He died that night. His father felt he was too young to be buried in a lonely grave away from home, and thinking he could still play with the tricycle, he buried Shinichi with the tricycle in the backyard.

In the summer on 1985, forty years later, his father dug up Shinichi's remains and transferred them to the family grave.

This tricycle and helmet, after sleeping for 40 years in the backyard with Shinichi, were donated to the Peace Memorial Museum.

http://www.pcf.city.hiroshima.jp/index_e2.html

 


Surrealismo in Namibia

June 12, 2016  •  Leave a Comment

Non è la prima immagine dell'Africa a cui uno pensa, di solito il primato va ai safari, ma è in Africa che si trova uno dei posti più suggestivi del pianeta: il Dead Vlei.

Situato nella parte meridionale della Namibia, all'interno del Namib-Naukluft, fa parte della più vasta area chiamata Sossusvlei,  e da solo vale il viaggio in questa remota area d'Africa. Era un oasi di acacie alimentata da un fiume che poi mutò il suo corso in seguito al movimento delle dune di sabbia da cui era circondata, trasformandosi in quello che si vede oggi: una vasta depressione dal fondo bianco, circondata da alte dune arancioni costellata da alberi morti di acacia dal tronco quasi nero. 

 

View of Deadvlei in early morning sossusvlei namibia desertView of Deadvlei in early morningDeadvlei is a white clay pan located near the more famous salt pan of Sossusvlei, inside the Namib-Naukluft Park in Namibia. Also written DeadVlei or Dead Vlei, its name means "dead marsh" (from English dead, and Afrikaans vlei, a lake or marsh in a valley between the dunes).

Dead Vlei has been claimed to be surrounded by the highest sand dunes in the world, the highest reaching 300-400 meters (350m on average, named "Big Daddy" or "Crazy Dune"), which rest on a sandstone terrace.

https://en.wikipedia.org/wiki/Deadvlei

 

Questi tre colori offrono un incredibile contrasto e gli alberi disegnano ombre gotiche sul fondo del vlei.  Il silenzio totale completa l'esperienza sensoriale e spirituale intensa che questo luogo riesce ad offrire, favorendo l'immersione in una realtà peculiare che solo qui è possibile trovare.

 

Dead acacia tree in Sossusvlei Pan namibia africa landscapeDead acacia tree in Sossusvlei PanSossusvlei (sometimes written Sossus Vlei) is a salt and clay pan surrounded by high red dunes, located in the southern part of the Namib Desert, in the Namib-Naukluft National Park of Namibia. The name "Sossusvlei" is often used in an extended meaning to refer to the surrounding area (including other neighbouring vleis such as Deadvlei and other high dunes), which is one of the major visitor attractions of Namibia.

 

     Sossusvlei africa namibia desert arid tree dune landscapeSossusvlei areaSossusvlei (sometimes written Sossus Vlei) is a salt and clay pan surrounded by high red dunes, located in the southern part of the Namib Desert, in the Namib-Naukluft National Park of Namibia. The name "Sossusvlei" is often used in an extended meaning to refer to the surrounding area (including other neighbouring vleis such as Deadvlei and other high dunes), which is one of the major visitor attractions of Namibia.

 

 


Il bento (お弁当)

May 15, 2016  •  Leave a Comment

Nella società Giapponese è abbastanza comune vedere persone che durante la pausa pranzo oppure alla sera, ad esempio sul treno, mangiano il "bento".

Non si tratta di un alimento o di un tipo di cucina ma di una scatola con coperchio divisa in scomparti che separano i cibi differenti e che si presenta in varie forme e dimensioni, confezionato in maniera molto gradevole e che può contenere infinite combinazioni di cibo, con il riso comunque sempre presente. Si possono trovare nei "bento -shop" diffusi sopratutto nelle stazioni ferroviarie (in questo caso si chiama ekiben) e negli aeroporti, oppure nei negozi di quartiere (konbini) e nei supermercati. E' ancora comunque molto diffusa l'usanza di prepararlo a casa per poi consumarlo a scuola oppure in ufficio. Viene preparato con molta cura e dedizione, in modo da risultare prima di tutto gradevole e carino (kawaii) alla vista, specialmente quando è preparato per altre persone, in modo da dimostrare rispetto e sentimenti positivi verso l'altro. Assume quindi una forte valenza simbolica e comunicativa che va al di là del puro aspetto alimentare, e che, come quasi tutto in Giappone, deve farsi rappresentante dell'armonia, della pace e dell'equilibrio.

 

Bento shop in Tokyo station Japanese FoodBento shop in Tokyo stationBento is a single-portion takeout or home-packed meal common in Japanese cuisine. A traditional bento holds rice, fish or meat, with pickled or cooked vegetables, usually in a box-shaped container. Containers range from disposable mass produced to hand crafted lacquerware. Bentos are readily available in many places throughout Japan, including convenience stores, bento shops, railway stations, and department stores.

https://en.wikipedia.org/wiki/Bento

 

 


L'unico sviluppo possibile?

May 07, 2016  •  Leave a Comment

Shanghai di notte è spettacolare, anche perchè di giorno, nelle giornate estive, è semplicemente invivibile. La temperatura è infernale, il cielo plumbeo sembra che ti caschi addosso appiattendo i colori e le ombre, l'umidità preme sul corpo fino a farlo scoppiare...

Di notte ritornano i colori delle luci al neon, che nei quartieri moderni cercano di fare concorrenza a quelle di Ginza, proponendo il solito ed unico sviluppo che accomuna tutte le grandi metropoli del pianeta. L'uscita dalla povertà e il cammino verso il benessere, impetuoso in Cina, deve sempre passare per il consumismo e i loghi delle grandi corporations, che ormai sono onnipresenti? E' propio questo l'unico sviluppo possibile?

 

Nanjing Road at nightNanjing Road at nightNanjing Road (Chinese: 南京路) is the main shopping street of Shanghai, China, and is one of the world's busiest shopping streets. Today's Nanjing Road comprises two sections, Nanjing Road East and Nanjing Road West. In some contexts, "Nanjing Road" refers only to what was pre-1945 Nanjing Road, today's Nanjing Road East, which is largely pedestrianised. Prior to 1949, the road's English name was rendered "Nanking Road" using the standard romanization of the time.


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